
Nel corso della Conferenza dei Servizi per la Bonifica della Ex Miteni, nella sede Arpav di Vicenza, è stato presentato, discusso e parzialmente approvato il progetto per restituire l’area alla comunità di Trissino.
Lo si apprende da Il Corriere del Veneto. L’elaborato è stato presentato dalla società Aicom, incaricata da Icig, una delle società individuate dal il Consiglio di Stato come responsabili dell’inquinamento. Le altre sono Eni e Mitsubishi. “A queste – riporta il quotidiano – potrebbe aggiungersi anche la Manifattura Marzotto, che aveva il proprio centro di ricerca in quei capannoni negli anni Settanta, e per la quale i giudici di secondo grado devono ancora pronunciarsi”.
Bonifica ex Miteni di Trissino: servono otto anni e oltre 80 milioni di euro
Al tavolo sedevano le tre aziende responsabili, la Provincia di Vicenza e il Comune di Trissino. Fuori, sigle sindacali ed ambientaliste per un presidio che chiedeva progetto e tempi certi, oltre a trasparenza e coinvolgimento.
Il progetto per la Bonifica della ex Miteni di Trissino, nel Vicentino, prevede 8 anni di lavori e un preventivo di spesa inziale di 84 milioni di euro.
“Vista la complessità dell’intervento è stato scelto di avanzare per step: gli specialisti dovranno verificare di volta in volta lo stato del terreno, valutarne il livello di contaminazione e decidere quali tecniche adottare. La prima fase sarà dedicata agli accertamenti. Successivamente verranno realizzate le opere di contenimento esterno all’area industriale e in prossimità della zona in cui sorgevano le unità produttive (l’intero stabilimento è stato dismesso). Solo dopo le verifiche si potrà stabilire se sarà necessario procedere con l’asportazione di porzioni di terreno particolarmente contaminate.
A rendere ancora più complesso l’intervento è la dimensione della contaminazione. La falda interessata dall’inquinamento si estende per circa 200 chilometri quadrati, per oltre 40 chilometri di lunghezza, con una profondità che varia da 4 metri fino a 35. Proprio queste dimensioni suscitano preoccupazione tra i cittadini, soprattutto per le ultime novità sul fronte della filiera agroalimentare“, si legge nell’articolo.



































