
Il consigliere regionale Enoch Soranzo ricorda l’editore Massimo Righetto e il contributo dato alla proposta sulle radio libere del Veneto.
Massimo Righetto, editore e protagonista dell’emittenza privata veneta, è morto improvvisamente lasciando un segno profondo nel mondo dell’informazione locale. A ricordarlo è Enoch Soranzo, presidente della Sesta commissione del Consiglio regionale, in una nota diffusa dall’assemblea legislativa del Veneto.
Soranzo esprime vicinanza alla famiglia, ai collaboratori e ai lavoratori del gruppo multimediale guidato da Righetto. Nel suo ricordo cita realtà come CafèTv24, FriuliTv24, Radio Cafè, Radio Gemini, Stereocittà e Radio Italia1, sottolineando la capacità dell’editore di innovare mantenendo un rapporto diretto con i territori e con il pubblico.
La scomparsa riporta l’attenzione sul ruolo delle emittenti locali, presidio di pluralismo e informazione di prossimità in una fase di profonda trasformazione dei media. Un tema che dialoga con la riflessione più ampia sul valore di un’informazione capace di sostenere scelte libere e consapevoli.
Massimo Righetto e il progetto regionale dedicato alle radio libere
Nel suo intervento Soranzo ricorda anche il confronto avuto con l’editore durante la preparazione del progetto di legge numero 111, dedicato alla valorizzazione delle radio libere. La proposta punta a istituire una giornata regionale collegata alla sentenza della Corte costituzionale del 28 luglio 1976, che aprì la strada all’emittenza privata locale.
Righetto, spiega il consigliere, offrì osservazioni maturate in decenni di esperienza sul campo. Quel contributo viene oggi indicato come un tassello utile per conservare la memoria di una stagione nella quale le radio private ampliarono le possibilità di espressione, diedero voce alle comunità e costruirono nuovi linguaggi dell’informazione e dell’intrattenimento.
Il cordoglio di Soranzo non si limita quindi al profilo umano e professionale. Nel ricordare Massimo Righetto, il consigliere richiama un patrimonio imprenditoriale e culturale che ha accompagnato l’evoluzione dei media veneti. La sfida, ora, è preservarne la storia mentre le emittenti affrontano la transizione digitale e il cambiamento delle abitudini di ascolto.







































