
Il Pil Veneto è stimato in crescita dello 0,8% nel 2026, con consumi delle famiglie e investimenti in aumento nonostante le tensioni internazionali.
La previsione sul Pil Veneto emerge dal nuovo Bollettino socio-economico elaborato dall’Ufficio di Statistica regionale. Il quadro completo degli indicatori è consultabile nel portale statistico della Regione del Veneto: i consumi delle famiglie sono attesi a +1,2% e gli investimenti fissi lordi a +2,6%.
Le esportazioni hanno registrato nel primo semestre 2026 un incremento del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a 1,7 miliardi di euro in più. Il dato si avvicina al +4,5% nazionale ed è sostenuto in particolare dalla cantieristica navale. Il commercio internazionale resta quindi uno dei principali fattori di tenuta del sistema produttivo regionale.
Il confronto con le imprese è al centro anche del Consiglio generale dell’Economia del Veneto, nato per collegare istituzioni e rappresentanze produttive. Il Bollettino aggiunge una base quantitativa, mettendo insieme crescita, lavoro, turismo e condizioni sociali.
Pil Veneto, lavoro e prezzi nel quadro regionale
Nel secondo trimestre il tasso di occupazione ha raggiunto il 70,5%, sostenuto soprattutto dalla maggiore partecipazione femminile. Nei primi otto mesi dell’anno le presenze turistiche sono cresciute dello 0,7%, con una ripresa dei flussi provenienti dalla Germania dopo la contrazione del 2025.
Restano però criticità rilevanti. A settembre l’inflazione ha toccato il 4,4% in Veneto, contro il 4,2% nazionale. Energia, abitazione, acqua, elettricità, gas e trasporti sono le voci che pesano maggiormente sui bilanci di famiglie e imprese. Nel terzo trimestre il numero delle imprese attive è diminuito dello 0,7% su base annua; i servizi rappresentano l’unico macrosettore con saldo positivo.
Le costruzioni risentono della riduzione degli incentivi fiscali e dell’aumento dei costi delle materie prime. Nel complesso, la stima sul Pil Veneto descrive un’economia capace di reagire, ma esposta all’incertezza geopolitica, ai prezzi energetici e al rallentamento di alcuni comparti produttivi.

































