Caccia, protesta LAV a Vicenza davanti alla Prefettura: appello alla deputata Caretta sul ddl

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Protesta LAV a Vicenza davanti alla Prefettura contro il ddl caccia

La protesta LAV a Vicenza ha portato alcuni attivisti davanti alla Prefettura e alla sede di Fratelli d’Italia. L’associazione chiede alla deputata Maria Cristina Caretta di fermare la proposta di riforma della caccia.

La protesta LAV a Vicenza si è svolta lunedì 21 settembre davanti alla Prefettura e alla sede di Fratelli d’Italia. I manifestanti hanno rivolto un appello alla deputata Maria Cristina Caretta, originaria di Thiene e componente della commissione Agricoltura della Camera, perché si opponga al disegno di legge sulla caccia che l’associazione definisce «sparatutto». La posizione della sezione locale si inserisce nella mobilitazione nazionale della LAV contro la proposta di legge, tornata all’esame parlamentare.

Le fotografie diffuse insieme alla nota mostrano un piccolo presidio con striscioni e cartelli davanti ai due edifici. Il tema si lega al dibattito sulla caccia in Veneto e sul calendario venatorio regionale, pur riguardando in questo caso una riforma di legge nazionale. La LAV chiede che la rappresentante vicentina intervenga nella fase di esame alla Camera.

Protesta LAV a Vicenza: le obiezioni al disegno di legge

Secondo la sezione vicentina dell’associazione, il testo potrebbe ridurre alcune aree protette, ampliare le specie cacciabili e la durata della stagione venatoria e reintrodurre la cattura di uccelli migratori da usare come richiami vivi. Sono rilievi formulati dalla LAV sul provvedimento in discussione, non effetti già prodotti da una legge entrata in vigore. L’organizzazione sostiene inoltre che alcune disposizioni possano entrare in tensione con gli obblighi europei in materia di tutela degli uccelli e degli habitat.

Nel suo intervento, la LAV richiama anche l’articolo 9 della Costituzione, che comprende la tutela degli animali tra i principi fondamentali. L’associazione afferma che la proposta sarebbe lontana dalla sensibilità di una larga parte dell’opinione pubblica; la percentuale del 70% citata nella nota non è accompagnata, nel materiale trasmesso, dai dettagli metodologici del sondaggio e va letta come dato rivendicato dalla stessa LAV.

L’appello a Caretta. Per gli attivisti vicentini la ripresa dell’esame parlamentare è il momento in cui fermare il testo o modificarne l’impostazione. La loro richiesta è politica e viene indirizzata a una deputata del territorio proprio per rendere visibile a Vicenza una controversia nazionale. Restano distinti il presidio, documentato dalle immagini fornite dalla LAV, e il giudizio sul disegno di legge, che appartiene all’associazione promotrice della protesta.