
Neri Pozza: scrittore, editore, incisore e collezionista d’arte contemporanea, nacque a Vicenza, la città a cui dedicò tutta la sua vita. La Scuola del Lunedì dei Ferrovieri, a sua volta, ha dedicato la “lectio” di ieri al celebre personaggio, importante per la storia vicentina, in un appuntamento eccezionalmente tenutosi presso il Teatro della Chiesa di Sant’Antonio (via G. Prandina) a causa del concomitante seggio presente nella sede usuale della Biblioteca La Locomotiva.
A raccontare Neri Pozza con un intervento dal titolo: “Te la do io Vicenza. Neri Pozza tra editoria, arte e letteratura”, Marco Cavalli, libero docente alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Vicenza e Belluno.
Neri Pozza raccontato alla Scuola del Lunedì
Editore, Neri Pozza inizia a cimentarsi nella scrittura dal 1971 al 1988 pubblicando numerosi volumi, la gran parte di carattere autobiografico: la storia dei nonni materni in “Comedia familiare” (1975) e “Una città per la vita” (1979). Passerà poi a narrare la gioventù in “L’ultimo della classe” (1986) e l’educazione cattolica che gli era stata impartita. Un grande memorialista che, attraverso il racconto delle proprie vicende, non desiderava tanto “eternarsi”, quanto documentare una serie di pagine di storia di cui era stato testimone, attivo e passivo. Aveva una vera e propria vocazione a lasciare documentato il vissuto, suo e della società. I suoi libri risultano molto disuguali l’uno dall’altro e risentono delle stesure quasi precipitose che compiva.
Non meno importanti per conoscere questa figura sono i volumi curati da Angelo Colla, tra cui “Vita da editore“, che raccontano il suo lavoro, scopritore di Goffredo Parise, oltre che editore dei maggiori scrittori, poeti e saggisti del suo tempo – la casa editrice che porta tutt’ora il suo nome fu fondata nel 1946 a Venezia. Il libro è una raccolta di lettere editoriali: autori, curatori, professori e collaboratori con cui aveva a che fare per la casa editrice.
Particolare è che Neri Pozza era inorridito dall’idea che qualcuno potesse scrivere un libro per ragioni di denaro; non dava mai ai libri qualifiche di tipo estetico (“bello” o “brutto”), preferendo aggettivi di tipo morale (“serio“, “necessario”).
La moglie, Lea Quaretti, la sua più fidata collaboratrice, fu romanziera e giornalista; nell’aprile del 2016 venne pubblicata post mortem la sua opera più importante: i suoi diari dal 1945 al 1976 con il titolo “Il giorno con la buona stella“, con la curatela di Angelo Colla ed edito da Neri Pozza Editore. All’interno di questi diari possiamo scoprire il Neri Pozza privato e i conflitti tra i due sposi, in alcuni casi anche importanti: Lea era consapevole che per Pozza i sodalizi più importanti erano con gli uomini, e che apprezzava in particolare modo il sentimento dell’amicizia – vicini a lui furono Virgilio Scapin, Luigi Meneghello e Antonio Barolini – dunque lei rimaneva “esclusa” da questo “circolo”.
Lea Quaretti fu fondamentale anche per la sopravvivenza della casa editrice, in particolare per la sua fase di avvio tra gli anni Quaranta e Cinquanta: mancando i finanziamenti, la donna seppe effettuare un’opera di sensibilizzazione presso le “persone che contano” che diedero una spinta alla ditta.
Soprattutto, Pozza ha legato il suo nome a Vicenza, città alla quale ha dedicato le proprie energie e con cui ha intrattenuto una lunga e appassionata schermaglia amorosa disseminata di litigi, riconciliazioni e atti di dedizione esclusiva. “Io ho viaggiato molto a Vicenza, dopo averla conosciuta coi lazzaroni e gli angeli della mia giovinezza, mi sono fermato più tardi, migliaia di volte, a gustare una veduta di case e alberi, uno spazio aperto col profilo della città tra le quinte del fogliame, una piazzola, un fiume, un vicolo; o dall’alto di Monte Berico il percorso prospettico dei tetti e l’inclinazione delle facciate che mi suggerivano l’andamento delle strade” scrisse.
Attraverso le letture di alcuni brani dello scrittore, Cavalli ha concluso il suo intervento, tra gli applausi e i complimenti del pubblico presente.
Marco Cavalli
Marco Cavalli, nato a Vicenza nel 1968, oltre ad insegnare, è critico letterario e traduttore dal francese e dall’italiano antico.
In gioventù conosce alcune personalità vicentine, tra cui Neri Pozza, Luigi Meneghello, Virgilio Scapin, che racconterà nel libro “La compagnia di Virgilio. Storie di libri e di amici nella Vicenza di Virgilio Scapin”, edito nel 2018. A vent’anni deciderà di approfondire criticamente la conoscenza dell’opera di Aldo Busi, facendo alcune pubblicazioni: “Dritte per l’aspirante artista (televisivo). Aldo Busi fa lezione ad “Amici” (Mondadori 2005); “Busi in corpo 11″ (il Saggiatore 2006); “Aldo Busi” (Cadmo 2008),
Tra il 2012 e il 2021 ha curato la pubblicazione postuma di tre opere di Neri Pozza, tra cui “L’educazione cattolica” (2018).
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