
Prosegue lo scontro sulla soluzione progettuale del cosiddetto “scavalco a montone” per la Tav a Est di Vicenza. Il già sindaco di Vicenza Francesco Rucco, oggi consigliere di minoranza per Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto replica alle dichiarazioni rese ieri dal primo cittadino di Vicenza, Giacomo Possamai.
“Possamai continua a mentire ai vicentini e a non decidere – spiega il meloniano -, raccontando cose fattualmente false. Non bastano spin doctor, dirigenti alla comunicazione e consulenze a nascondere la sua totale inerzia sul tema Tav. Lo sanno anche i sassi: non vuole decidere perché ha paura di perdere la poltrona nel 2028″.
Il riferimento è, appunto, alle dichiarazioni rese ieri sul tema, a margine di un precedente incontro sul tema con Comune e Provincia di Vicenza, i comuni confinati, Rfi e Iricav Due. Dichiarazioni che – al di là dello stato delle cose all’oggi – rinfacciavano a Rucco di non essersi adeguatamente opposto alla soluzione tecnica dello scavalco nel 2021, quando guidava l’ente di Palazzo Trissino.
“Il sindaco – replica il consigliere di minoranza – continua ad accusarmi di aver avallato il salto del montone. È Falso. Nel 2021 RFI illustrò ai territori la propria posizione tecnica. Nel 2022 la mia amministrazione fece approvare in Consiglio comunale l’unico atto amministrativo mai votato sul tema: un ordine del giorno contrario al salto del montone e al deturpamento della città, con la richiesta di una terza soluzione, la galleria lunga. Altro che avallo”.
Rucco, poi, prosegue nella ricostruzione dell’iter burocratico: “Nel 2024 e ancora ieri RFI ha confermato la stessa impostazione tecnica. Non esiste un atto, una dichiarazione o una scelta politica della mia amministrazione favorevole allo scavalco ferroviario. Possamai dovrebbe chiedere scusa e smetterla di riscrivere la storia.
Ricordo inoltre che l’attraversamento della Tav in superficie a Vicenza nasce durante le amministrazioni Variati, di cui Possamai era capogruppo di maggioranza. Oggi il sindaco, invece di nascondersi dietro comunicati stampa e accuse false, abbia il coraggio di confrontarsi pubblicamente nel merito.
Noi siamo stati coerenti ieri e lo siamo oggi: no al salto del montone, sì alla galleria lunga. È questa la battaglia da fare per difendere Vicenza e i quartieri interessati. Tutto il resto è becera propaganda”, conclude Francesco Rucco.




































