
L’Antica Sagra di Sant’Anna di Dueville sta volgendo verso il termine, domani sera si svolgerà l’ultima serata con l’atteso spettacolo pirotecnico. Ma com’è tradizione, il mercoledì che chiude i cinque giorni di festa comincia già all’alba con l’ormai iconica colazione con le trippe, proseguendo poi con la storica Fiera di Sant’Anna.
La sagra di Dueville ha una storia che merita di essere conosciuta e che va ben oltre la presenza delle giostre e dei palchi musicali, racconta la storia di una comunità. Chi conosce meglio di chiunque altro il passato e le vicende di Dueville è Francesco Marchesin, per molti anni maestro nelle scuole del paese, nonché autore del libro “Storia di Dueville” e curatore del sito web dueville.info.

L’inizio della Sagra di Sant’Anna nel ‘400 tra commercio e divertimento
“Le sagre sono feste antiche, le cui origini affondano nel mondo rurale – spiega Marchesin -. Nacquero come celebrazioni dell’aratura, della mietitura e della vendemmia e, nel corso dei secoli, si intrecciarono con le ricorrenze religiose, assumendo un importante valore sociale, oltre che spirituale”.
La storia secolare della sagra di Dueville è documentata già nell’atto di infeudazione dei Monza del 1407. “In quell’occasione la popolazione era tenuta a consegnare ai sacerdoti i doni e i contributi tradizionalmente destinati alla chiesa” ci racconta ancora l’autore di “Storia di Dueville”.
La sagra all’epoca rappresentava anche il principale appuntamento economico dell’anno, dove si scambiavano prodotti agricoli, si acquistava e si vendeva il bestiame e si concludevano affari. Non solo commercio, ma anche spettacolo e divertimento, caratteristiche che siamo abituati a trovare anche nelle nostre sagre contemporanee. “Teatrini ambulanti, saltimbanchi, musicisti e venditori di ogni genere animavano la festa, richiamando persone anche dai paesi vicini” spiega Marchesin.

Il difficile rapporto con la Chiesa e la sospensione della Sagra di Sant’Anna
La storia della sagra duevillese si intreccia nel Settecento con le severe limitazioni introdotte dalle autorità ecclesiastiche. “Nei giorni festivi, nelle vicinanze delle chiese e nei luoghi dove si insegnava la Dottrina Cristiana, vennero proibiti giochi, balli, musica e la vendita di merci da parte dei ciarlatani” precisa il maestro di Dueville, raccontando che, per questo motivo, la sagra fu trasferita per un periodo fuori dal centro abitato, nell’oratorio di via Sant’Anna.
Nonostante lo spostamento, gli eccessi non mancavano: la sagra fu teatro di risse, violenze e disordini, tant’è che nel 1833, il parroco decise di sospenderla. “La comunità di Dueville non accettò quella decisione – prosegue Marchesin -. La sagra era ormai parte della propria identità e della memoria collettiva: recuperarla significava riappropriarsi di una tradizione profondamente radicata”.
Gli abitanti si rivolsero ai fabbricieri e ottennero che la festa tornasse a svolgersi nel centro del paese, convincendo inoltre il parroco a celebrare nuovamente in forma solenne la Santa Messa nel giorno della sagra. “Come un secolo prima la comunità era riuscita a ricostruire il campanile crollato opponendosi al potere dei nobili Monza, così anche in questa occasione dimostrò la propria forza, ottenendo il ripristino della sagra nonostante l’opposizione dell’autorità religiosa” commenta la memoria storica di Dueville.

Col passare degli anni si arriva al ‘900, quando prende forma la distinzione tra Sagra e Fiera, presente ancora oggi. “La Sagra era dedicata alle attrazioni, ai giochi e alla festa popolare, mentre – continua l’autore di Storia di Dueville – la Fiera diventò il più importante giorno di mercato dell’anno”.
Ad ospitare Sagra e Fiera era la piazza, che costituiva il cuore della vita comunitaria. Qui si teneva il mercato, erano presenti botteghe e osterie; era il luogo dell’incontro, dello scambio e delle relazioni sociali. “Tutti gli abitanti, almeno la domenica, vi facevano tappa, riconoscendosi come membri della stessa comunità” spiega Marchesin.
La tradizione delle trippe che resiste allo scorrere dei secoli
Tra le tradizioni simbolo dell’Antica Sagra e Fiera di Sant’Anna, resistite nel corso degli anni, c’è indubbiamente quella di mangiare le trippe, piatto della cucina povera ma molto apprezzato. “A mantenere viva questa consuetudine contribuì anche la storica Osteria alla Buseca, un’antica trattoria oggi non più esistente – prosegue il maestro Marchesin -. I primi proprietari, all’inizio del Novecento, provenivano dal milanese, il termine buseca, infatti, indica una tipica zuppa lombarda a base di trippa”.
Nel giorno della fiera era infatti tradizione recarsi all’Osteria alla Buseca per bere il brodo e mangiare le trippe. Un’usanza che venne poi ripresa anche dagli altri locali del centro e che oggi continua grazie all’impegno della Pro Loco, che organizza ogni anno, nell’ultimo giorno di sagra, la tipica colazione a base di trippe.

Domani sera il gran finale con lo spettacolo pirotecnico
Anche quest’anno, domani, mercoledì 29 luglio, a partire dalle 7 del mattino la tradizione verrà rispettata. Ogni anno fin dall’alba inizia a formarsi una lunga coda davanti allo stand della Pro Loco; lo scorso anno, soltanto nella prima mezz’ora, furono servite oltre 300 porzioni.
La giornata proseguirà poi con la Fiera Mercato che si svolgerà nelle vie del centro del paese con la presenza di numerosi artigiani locali. All’imbrunire si terrà infine la serata conclusiva con area disco e liscio aperte dalle 21:30, ma l’attesa è tutta per lo spettacolo pirotecnico che prenderà il via alle 23:45.
Anche quest’anno dunque tra storia, tradizione e divertimento l’Antica Sagra di Dueville sta per volgere al termine, ma la giornata più attesa, quella del mercoledì, deve ancora avere inizio e merita di essere vissuta fin dalle prime ore del giorno.

































