
La Regione del Veneto ha reso noti oggi pomeriggio i risultati del Piano di sorveglianza dei PFAS nei prodotti agroalimentari provenienti dalle aree interessate dalla contaminazione, che ha esteso le analisi dalla “zona rossa” anche alla “zona arancione”.
Per correttezza, è meglio precisare che si tratta della sola parte “animale” e, come nei giorni scorsi, mancano ancora i dati relativi alle filiere vegetali che la Regione ancora non comunica.
In sostanza, l’ente, per parte “tecnica“, ha diffuso oggi una sintesi dei dati, seppur più ampia della precedente comunicazione e – lo ribadiamo – relativa solo alla parte animale.
Come già si era appreso emerge una generale diminuzione del livello di Pfas, ma anche il blocco alla commercializzazione dei prodotti di origine animale provenienti dalle aree contaminate da PFAS nei quali sono state riscontrate concentrazioni di PFOA e PFOS superiori ai limiti e riferibili ad otto aziende.
La presentazione è avvenuta da parte del Segretario Regionale alla Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti, della Responsabile della Direzione Regionale Prevenzione Francesca Russo e della Direttrice dell’IZS, Antonia Ricci.
A questo link mettiamo a disposizione dei lettori il documento di sintesi diffuso oggi anche se di difficile comprensione per l’uomo comune.
Monitoraggio Pfas Veneto: mancano ancora i dati sulle filiere vegetali
Rimandano alle prossime ore un’analisi più attenta, servendoci anche del prezioso contributo di interlocutori qualificati, è il caso di ribadire alcuni concetti.
Da un lato, i dati resi noti fin qui lasciano alcuni dubbi, in particolare sulla specificità delle aziende “bloccate”, che però dovrebbero essere medio-grandi produttori per la vendita, e che ne è stato delle carni diffuse nella distribuzione commerciale.
Dall’altro lato, va chiarito perché ancora non vengono diffusi quelli sulle filiere vegetali.
La Regione stessa, sempre nel documento di sintesi, ribadisce: “Il completamento del presente Piano con i dati provenienti dalle filiere vegetali consentirà di elaborare un quadro complessivo più leggibile, anche in riferimento alle ricadute di sanità pubblica, nonché sulla salute animale e sull’ambiente.
Pur di fronte ad una situazione al momento generalmente sotto controllo, si evidenzia al tempo stesso la necessità di proseguire con l’implementazione delle attività di sorveglianza e monitoraggio, unitamente ad eventuali approfondimenti di natura tecnico-scientifica o misure di intervento cautelativo sulle filiere agro-zootecniche laddove necessario, al fine di garantire elevati standard di sicurezza alimentare e di tutela della salute dei consumatori”.






































