Scuola di Marostica a Trento con i migranti, nessuna irregolarità. Luisetto (Pd): “Ora le scuse”

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Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha comunicato in Parlamento che, al termine degli accertamenti effettuati, non è emersa alcuna irregolarità sull’iniziativa della scuola primaria Arpalice Cuman Pertile di Marostica.

Il riferimento è al caso, esploso a maggio scorso, a seguito di una gita a Trieste nell’ambito di un progetto di educazione civica dedicato ai temi della migrazione, dell’empatia e dei diritti umani.

Scuola di Marostica a Trento con i migranti: la vicenda

L’attività si era svolta in Piazza Libertà di Trieste: alcuni bambini della scuola di Marostica avevano partecipato ad attività di accoglienza dei migranti assieme a Fornelli resistenti di Bassano del Grappa e Fattoria sociale Conca d’oro, servendo pasti. Il tutto era stato filmato e il video era stato postato sui social.

Il filmato non era sfuggito all’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint che lo aveva ripostato sui propri canali social per muovere un duro attacco all’iniziativa, spalleggiata dal senatore leghista Marco Dreosto (ne abbiamo scritto qui). I due, hanno poi diffuso una nota commentando le immagini diffuse nella rete come “vergognose” e parlando di “lavaggio del cervello” ai bambini di Marostica.

Al coro critico si era aggiunta anche la voce del deputato vicentino di Fratelli d’Italia Silvio Giovine che ha proposto al pari di Cisint e Dreosto propone un’interrogazione al ministro Valditara.

Luisetto (Pd): “Attendiamo le scuse da Cisint, Donazzan e Giovine per la becera campagna di propaganda”

“Ora che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha formalmente ‘assolto’ la scuola primaria Arpalice Cuman Pertile di Marostica per il viaggio d’istruzione a Trieste e il progetto educativo incentrato sulla conoscenza della rotta balcanica dei migranti, chi ha voluto costruire su questo caso una indegna e becera campagna mediatica chieda scusa“, commenta oggi Chiara Luisetto, consigliera regionale del Partito Democratico.

“Si è trattato di un processo mediatico, basato sull’odio e la xenofobia. Fondato insomma sul nulla, perché era evidente fin dall’inizio che non c’erano imputati da condannare o assolvere in questa vicenda. Non ho mai avuto il minimo dubbio sulla correttezza, sulla preparazione e sulla professionalità delle insegnanti – continua l’esponente dem – che avevano strutturato un percorso di educazione civica e solidarietà, condiviso con gli organi collegiali e le famiglie.

L’invio degli ispettori che alcuni esponenti della destra più oscurantista, capitanata da Anna Maria Cisint, Elena Donazzan e Silvio Giovine, avevano sollecitato dando vita ad una caccia alle streghe, ha svelato una verità che era già evidente.

Resta il fatto che si sia trattata di un’ispezione dalla pesante ingerenza sull’autonomia scolastica dell’istituto. Ora sono doverose le scuse di questi esponenti politici per tutto quello che hanno fatto passare a questa scuola e a questa comunità. Una comunità – conclude Luisetto – che fortunatamente ha saputo difendersi da sola, respingendo le accuse di ‘lavaggio del cervello’, dimostrando una straordinaria capacità di rimanere unita e fiera del proprio modello educativo”.