
La nuova mobilità militare europea, la presenza delle basi statunitensi a Vicenza e il futuro della viabilità cittadina in conseguenza della Schengen militare. Sono questi i temi al centro della lettera inviata ieri dal Comitato Albera – La città nuova Vicenza 2030 al sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e, per conoscenza, al presidente del Consiglio comunale Massimiliano Zaramella.
Il Comitato, con i portavoce Giovanni Rolando e Fiorenzo Donadello, chiede un incontro con l’amministrazione comunale per discutere delle possibili ricadute sul territorio della cosiddetta “Schengen militare”, collegandole alla necessità di completare le infrastrutture viarie previste per il capoluogo berico, in particolare la Tangenziale di Vicenza – completamento del primo tronco, per cui il MASE ha riaperto ieri il termine per presentare le osservazioni alle integrazioni prodotte da ANAS sul progetto.
Di Schengen ne sentiamo parlare molto negli ultimi tempi, dopo la sospensione italiana degli accordi con la Spagna, a seguito dei fatti accaduti a Ceuta.
Cos’è la “Schengen militare”
Nella lettera il Comitato parte dall’accordo di Schengen, che ha progressivamente eliminato i controlli alle frontiere interne tra gli Stati aderenti, per arrivare poi alla nuova strategia europea sulla mobilità militare, progetto lanciato nell’ambito della Cooperazione strutturata permanente (PESCO) per la difesa dell’Unione europea (UE).
L’obiettivo della cosiddetta “Schengen militare” è facilitare il trasferimento di truppe, mezzi ed equipaggiamenti all’interno dell’Europa attraverso infrastrutture adeguate e collegamenti più efficienti.

L’Unione europea ha lanciato un pacchetto di difesa ambizioso che mira a trasformare il modo in cui le truppe e gli equipaggiamenti militari si muovono all’interno del continente. L’obiettivo dichiarato è creare uno “Schengen Militare“, per cui i mezzi militari possano attraversare i confini europei in modo rapido e sicuro, e soprattutto reattivamente. Il pacchetto, presentato dalla Commissione europea lo scorso anno, include una proposta di regolamento per facilitare il trasporto di attrezzature, una comunicazione sulla mobilità militare e una roadmap per la trasformazione industriale della difesa, affinché l’Europa riesca a garantire una difesa forte.
La Commissione europea ha previsto investimenti per potenziare la mobilità militare – si parla di 17,65 miliardi di euro (rispetto ai 1,69 attuali) – con interventi sulle infrastrutture esistenti, circa 500 progetti destinati a intervenire sui cosiddetti “punti critici” della rete infrastrutturale, e la realizzazione di nuove opere considerate strategiche. Il Comitato richiama in particolare il principio del “dual use”, cioè infrastrutture utilizzabili sia per esigenze militari sia per la mobilità civile.
Schengen militare Vicenza: il nodo delle basi statunitensi
Secondo il Comitato Albera, il tema assume particolare rilevanza a Vicenza per la presenza di due installazioni militari statunitensi: la Caserma Ederle, nel quartiere San Pio X, e la Base Del Din, in viale Ferrarin.
La presenza delle basi, sottolinea il Comitato, rende centrale il tema del transito dei mezzi militari pesanti attraverso la rete viaria cittadina. Ed è proprio su questo punto che la lettera collega la nuova strategia europea alla vicenda del Completamento della Tangenziale di Vicenza.
La Bretella dell’Albera e il Completamento della Tangenziale
Il progetto della Tangenziale di Vicenza è “figlio” delle compensazioni previste dal Protocollo d’intesa firmato dalle istituzioni per la “cessione” dell’ex aeroporto Dal Molin, e prevede, secondo quanto riportato nella lettera, circa 11 chilometri di nuova viabilità, suddivisi in quattro stralci funzionali.

Particolare attenzione viene dedicata al primo stralcio, i cui lavori non risultano ancora conclusi, perché il progetto – di cui è stato completato solo il primo tronco primo stralcio – prevede 1,6km di completamento della cosiddetta Bretella dell’Albera, tra cui un collegamento di circa 370 metri con l’ingresso del Gate Nord della base Del Din.
“Sicurezza nei quartieri e mobilità sostenibile”
Nella lettera viene ricordato come, in assenza del completamento dell’infrastruttura, i convogli diretti verso le basi Usa continuino a transitare lungo alcune arterie cittadine, tra cui viale del Sole, viale Diaz, viale Dal Verme e viale Ferrarin, mentre con l’opera si eviterebbe il passaggio dei mezzi pesanti attraverso i quartieri della città.
Per il Comitato Albera la questione riguarda quindi non soltanto la mobilità, ma anche sicurezza, salute e qualità della vita dei residenti.

Da qui la richiesta al sindaco Possamai di un incontro, con la sollecitazione a riprendere con urgenza i lavori della Bretella dell’Albera e, più in generale, a procedere con la realizzazione del Completamento della Tangenziale di Vicenza, ma anche allo scopo di comprendere lo stato dell’arte e le eventuali ricadute (e in quali tempistiche) della Schengen militare sulla città ed i suoi abitanti.
L’obiettivo dichiarato dal Comitato è affrontare il tema “per la trasparenza, la salute delle persone, la sicurezza nei quartieri, la mobilità sostenibile“, anche alla luce del nuovo scenario europeo legato alla mobilità militare e alle notizie di geopolitica sempre più allarmanti, in un contesto politico internazionale in rapido mutamento.



































