West-Nile terzo caso nel vicentino, il primo dell’Ulss 7 Pedemontana che chiede ai comuni di sensibilizzare i cittadini

Dopo i casi di Lonigo e Vicenza nell'Ulss 8 è stato riscontrato un primo caso di infezione da West-Nile in un comune dell'Ulss 7, i consigli per prevenirne la diffusione

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L'infezione di West-Nile è trasmissibile attraverso una puntura delle zanzare comuni (culex pipiens)

Terzo caso di contagio da West-Nile nel vicentino, il primo dell’Ulss 7 Pedemontana per il 2026. La notizia è stata diffusa oggi attraverso i canali istituzionali dei comuni dell’Ulss con sede a Bassano del Grappa, ma che comprende anche l’area dell’Alto Vicentino.

Non è ancora dato sapere in quale comune dell’Ulss 7 sia avvenuto il nuovo caso umano di infezione da virus West-Nile. Precedentemente erano stati riscontrati già due casi in Provincia di Vicenza, uno nel capoluogo e uno a Lonigo, entrambi coinvolgono però l’Ulss 8 Berica.

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Il portale Vivo Bene Veneto della Regione del Veneto offre indicazioni utili per prevenire il virus West Nile

L’Ulss 7 Pedemontana ha inviato nella giornata di oggi una comunicazione ai comuni, chiedendo di sensibilizzare ulteriormente i cittadini dopo il primo caso registrato in questa estate. L’infezione è causata dal virus West-Nile e non è trasmissibile da uomo a uomo tramite contatto, bensì principalmente attraverso zanzare infette: si tratta delle zanzare comuni, scientificamente chiamate “culex pipiens”.

In Italia 226 casi di West-Nile nel 2026, 7 i decessi totali

In alcuni casi l’infezione provoca febbre improvvisa, dolori muscolari e articolari, stanchezza, nausea, vomito, rash cutaneo, con possibili complicanze soprattutto negli anziani e nelle persone debilitate; in rari casi possono manifestarsi anche sintomi neurologici. I Comuni hanno invitato i cittadini a rimuovere i ristagni d’acqua, svuotare vasi e sottovasi, e a usare i prodotti larvicidi per evitare la proliferazione di zanzare.

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Per evitare la riproduzione delle zanzare è sconsigliato tenere acqua stagnante in vasi, sottovasi o contenitori

Proprio ieri, l’Istituto Superiore di Sanità aveva pubblicato il report con i dati nazionali sull’infezione da West-Nile. Da inizio mese al 12 agosto in Italia sono stati riscontrati 226 casi, di cui 102 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, 38 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 86 casi di febbre. Tra i casi confermati sono stati notificati 7 decessi, di cui 5 soltanto in Lombardia, nessuno per ora in Veneto.

Soltanto con la collaborazione della cittadinanza in sinergia con le azioni messe in campo dai vari Comuni sarà possibile cercare di contenere la diffusione dell’infezione tramite zanzara nel nostro territorio.