Vicenza, la “visione” della città: l’intervista di Possamai al Gdv, le critiche di Silvio Giovine, la difesa di Massimiliano Zaramella

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Massimiliano Zaramella, chirurgo vascolare al San Bortolo e presidente del Consiglio Comunale di Vicenza

La visione di una città non si misuri dal numero di volte in cui la parola stessa viene pronunciata in un’intervista, ma dalla direzione nella quale vanno le scelte amministrative”.

A dirlo è Massimiliano Zaramella, presidente del Consiglio comunale di Vicenza e componente del gruppo consiliare “Possamai sindaco”. Ovvero del gruppo direttamente collegato all’attuale primo cittadino, a difesa del quale è indirizzato l’intervento.

La visione della città: l’intervista del sindaco l’attacco del deputato

Nelle scorse ore, infatti, Giacomo Possamai è stato attaccato via social dal deputato vicentino di Fratelli d’Italia, Silvio Giovine, il quale ha commentato a sua volta una intervista rilasciata da Possamai a Il Giornale di Vicenza.

Molti i temi toccati. Politici ed elettorali, come la corsa alla Provincia di Vicenza intrecciata al progetto Grande Vicenza. Amministrativi come la Tav a Vicenza Est, la sicurezza in città, il turismo, le opere pubbliche.

Il deputato di Fratelli d’Italia, Silvio Giovine, ha espresso una dura critica nei confronti di questa intervista soprattutto perché l’intervento si è concentrato eccessivamente su tematiche nazionali e internazionali, trascurando la visione e le prospettive concrete per la città a tre anni dall’inizio del mandato.

Giovine contesta la gestione di tre ambiti fondamentali: sul turismo ha accusato la giunta di rassegnarsi a un modello “mordi e fuggi” che penalizza albergatori e commercianti; sulla sicurezza ha ritenuto che il sindaco scarichi impropriamente le responsabilità sul governo Meloni; e sul sociale ha contestato le stime comunali sul numero dei senzatetto, ritenendole ampiamente sottostimate rispetto alla realtà dei quartieri.

Infine, il deputato ha definito paradossale l’appello di Possamai per un’amministrazione provinciale priva di ingerenze partitiche, evidenziando il forte legame del sindaco con il Partito Democratico e ipotizzando che tale posizione serva solo a facilitare accordi politici a tavolino.

Zaramella difende Possamai: “La vera domanda è quale Vicenza vogliamo costruire nei prossimi anni”?

Nel botta e risposta si è inserito anche il presidente del consiglio comunale di Vicenza, Massimiliano Zaramella, secondo il quale l’analisi di Giovine sarebbe poco obbiettiva.

“A Vicenza oggi – ha detto -, ci sono investimenti pubblici e privati, grandi trasformazioni urbane, il recupero di aree strategiche, il progetto del nuovo tram, la nuova biblioteca, gli interventi sull’ex Macello e sull’ex Corso, Piazza Matteotti, gli investimenti di IEG e MAGIS, nuove progettualità sul verde e sull’adattamento climatico, un piano casa da 15 milioni di euro.

Ma la visione – ha proseguito – non può essere soltanto quella delle opere.
Una città è prima di tutto il luogo in cui vivono le persone. Per questo, per me, la vera sfida è costruire una Vicenza che sia non soltanto più attrattiva, ma anche più giusta, più inclusiva, più sana e più vivibile“.

In sostanza, il pensiero di Zaramella è che, come i temi trattati in una intervista possono essere limitati, allo stesso modo un giudizio su quanto detto risentirebbe della stessa parzialità.

Il presidente del consiglio comunale ha aggiuto poi un altro elemento nell’analisi: serve obiettività nell’analizzare lo stato di salute di Vicenza e, per farlo, non si può negare che dei problemi ci siano.

“Vicenza non è una città risolta – afferma infatti Zaramella -. Ha problemi importanti e molto lavoro ancora da fare. Ma è difficile descriverla come una città che si sta spegnendo quando contemporaneamente si stanno muovendo investimenti, cantieri, infrastrutture, cultura, politiche sociali e nuove progettualità.

Da Presidente del Consiglio comunale penso che il nostro compito non sia applaudire ogni scelta della maggioranza, né respingere ogni critica dell’opposizione.
Il nostro compito è discutere, verificare, migliorare e soprattutto avere una direzione.

Perché la domanda non dovrebbe essere soltanto ‘cosa non funziona’.
La domanda vera è: quale Vicenza vogliamo costruire nei prossimi anni?
Su questo confronto sia la discussione. Sui problemi, sui risultati, sulle cose ancora da fare e sulle idee per il futuro. Perché Vicenza non ha bisogno soltanto di una politica che commenti ciò che accade. Ha bisogno di una politica che abbia il coraggio di immaginare dove vuole portarla”, ha concluso Massimiliano Zaramella.