Caso Andrea Costa, Luisetto (Pd): “Negata valutazione da parte della Francia, Regione pressi il Governo”

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Andrea Costa
Andrea Costa con la moglie (foto da Facebook)

Sul caso di Andrea Costa, malato oncologico di Mussolente, la consigliera regionale Chiara Luisetto presenterà una mozione in Consiglio per impegnare la Giunta del Veneto a intervenire presso il Governo

Chi è Andrea Costa

Andrea Costa è il 52enne di Casoni di Mussolente, sposato e padre di due bambini, salito alla ribalta della cronaca nazionale nei giorni scorsi per la sua battaglia contro un tumore rarissimo.

Come riportato da Il Corriere del Veneto, è affetto da un carcinoma adenoide cistico, una forma di tumore particolarmente rara per la quale, attualmente, è allo studio una nuova terapia in Francia. La moglie ha lanciato l’appello a Giorgia Meloni e alla Regione per accedere a questo protocollo salvavita.

La Regione aveva fatto sapere che per Andrea Costa e altri due pazienti veneti nelle sue stesse condizioni sono state avviare le pratiche necessarie per accedere alle cure e che è pronta a sostenere i costi delle trasferte oltralpe.

Luisetto: “Negata la valutazione da parte dei centri d’oltralpe, pressioni sul Governo”

Rispetto a quegli impegni, però, si registra un problema. Avendo raccolto sollecitazioni da parte del sindaco di Mussolente, Elena Bontorin, che a sua volta si è fatta portavoce delle richieste della famiglia e della comunità locale, la consigliera Luisetto riferisce di intoppi nella procedura che dovrebbe permettere ad Andrea Costa di accedere alle cure in Francia: “Pur presentando caratteristiche cliniche potenzialmente idonee e sebbene non vi siano vincoli formali di cittadinanza, ad Andrea viene negata la valutazione da parte dei centri d’oltralpe – dichiara la Luisetto -. Questo ostacolo deriva unicamente da insormontabili barriere di natura burocratica, amministrativa e assicurativa”.

Secondo quanto comunicato alla famiglia, tuttavia, l’accesso ai centri specializzati coinvolti nella sperimentazione sarebbe riservato ai soli pazienti francesi.

Da qui, la richiesta che la Regione Veneto faccia pressione sul Ministero della Salute italiano: “È urgente avviare un’interlocuzione con il promotore dello studio e i centri francesi per trovare soluzioni idonee. Devono essere attivati tutti gli strumenti amministrativi e finanziari previsti per l’assistenza sanitaria transfrontaliera, in modo da supportare i pazienti e consentirne il trasferimento temporaneo all’estero ai fini dell’erogazione del trattamento”, conclude la Luisetto.