Sanità pubblica, una firma per salvare un diritto universale

Tra liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà di accesso alle cure, cresce l’allarme per il futuro della sanità pubblica. La proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla CGIL vuole riaffermare il principio costituzionale della salute come diritto di tutti

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sanità e diritti

(articolo su sanità e diritti di Giancarlo Puggioni, Segretario generale della CGIL di Vicenza, da VicenzaPiù Viva n. 309, sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Giancarlo Puggioni presenta le due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità e lavoro all’Alfa Hotel di Vicenza il 15 maggio 2026

La sanità pubblica italiana sta attraversando una delle fasi più difficili della sua storia e, ormai da anni, la discesa verso il basso è sempre più evidente, anche in una regione come il Veneto percepita da sempre come virtuosa. Liste d’attesa sempre più lunghe, carenza di personale, pronto soccorso sotto pressione, difficoltà nell’accesso alle cure, una crescente spinta verso il privato e una fuga delle professionalità verso l’estero sono diventati elementi strutturali di un sistema che per decenni ha rappresentato uno dei pilastri più avanzati del welfare italiano e veneto.
Di fronte a questa situazione, la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare promossa dalla CGIL assume un valore che va ben oltre il semplice sostegno a una proposta normativa: è una mobilitazione civile per riaffermare uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione, cioè che la salute è un diritto universale e non può essere subordinata alle possibilità economiche delle persone.
Vale la pena ricordare che il Servizio sanitario nazionale, una delle più importanti conquiste sociali della Repubblica, nacque nel 1978 ispirandosi all’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Con quella riforma si affermò il principio per cui la salute non può essere una merce e non può dipendere dalla condizione economica delle persone. Difendere oggi la sanità pubblica significa difendere una conquista di civiltà che ha reso l’Italia un Paese più giusto, evitando che il diritto alla cura torni a essere un privilegio anziché una garanzia universale.
Negli ultimi anni il Servizio sanitario nazionale è stato progressivamente indebolito da finanziamenti insufficienti rispetto ai costi reali di funzionamento, agli investimenti sul personale e ai crescenti bisogni di salute della popolazione. Una situazione che ha spinto migliaia di operatori a lasciare il sistema pubblico. Così aumentano le liste d’attesa e i cittadini sono costretti ad aspettare mesi per una diagnosi, a curarsi nel privato o a rinunciare alle cure a causa dei costi. Progressivamente la salute si sta trasformando da diritto universale a privilegio per chi dispone di sufficienti risorse economiche, una prospettiva incompatibile con i principi di uguaglianza e solidarietà della nostra Costituzione.
Nel territorio vicentino, come nel resto del Veneto, manca anche la medicina territoriale, c’è l’assalto ai pronto soccorso e il personale sanitario continua a operare in condizioni di forte pressione, con organici spesso insufficienti rispetto ai carichi di lavoro richiesti. Sono criticità che non possono essere affrontate con misure temporanee o emergenziali, ma richiedono una strategia di lungo periodo e investimenti strutturali. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale tecnico-amministrativo rappresentano il motore di un sistema che ha funzionato finora soprattutto grazie alla professionalità e al senso di responsabilità di chi vi opera ogni giorno.
La proposta di legge voluta dalla CGIL prevede risorse certe per assicurare una dimensione pubblica e universale dell’accesso ai servizi e alle cure; l’incremento e la valorizzazione del personale; la riduzione delle liste d’attesa; il rafforzamento della medicina territoriale e dei servizi di prossimità; il potenziamento delle attività di vigilanza sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; il ritorno della riabilitazione a essere un servizio pubblico. Obiettivi concreti che mirano a restituire effettività al diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
Promuovere il diritto alla salute, per una sanità pubblica universale e di qualità, è possibile. Firmando la proposta di legge di iniziativa popolare per rafforzare il Servizio sanitario nazionale – anche attraverso il Qr Code nell’immagine di apertura – sosteniamo un’idea di Paese in cui nessuno viene lasciato indietro, riportando al centro delle scelte politiche la dignità delle persone e l’uguaglianza dei diritti.