
Il punto nascite di Valdagno resta al centro del confronto con il Ministero. La Regione annuncia intanto nuovi servizi prima e dopo il parto.
Il futuro del punto nascite di Valdagno rimane aperto, mentre la Regione del Veneto annuncia il potenziamento dell’intero percorso assistenziale per le donne della Valle dell’Agno. L’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa ha incontrato a Palazzo Balbi i rappresentanti di Valdagno, Recoaro Terme, Brogliano, Cornedo Vicentino, Castelgomberto, Trissino, Crespadoro e Altissimo. I contenuti dell’incontro sono stati resi noti dall’Ufficio stampa della Regione Veneto.
Al tavolo hanno partecipato anche il presidente della Conferenza dei sindaci del Distretto Ovest dell’Ulss 8 Berica, Dino Magnabosco, e Gianfranco Jorizzo, coordinatore nazionale del Comitato Percorso Nascita presso il Ministero della Salute. Il confronto arriva dopo mesi di mobilitazione e prese di posizione, già ricostruiti nell’articolo dedicato al futuro dell’ospedale San Lorenzo di Valdagno.
La Regione afferma di avere confermato ai sindaci l’impegno per mantenere attivo il servizio e di essere ancora in attesa della risposta ministeriale alla richiesta avanzata. Nel frattempo l’Ulss 8 avrebbe rafforzato la struttura con un posto letto di terapia intensiva dedicato alle necessità della partoriente, personale specifico e la presenza del pediatra neonatologo per tutte le ventiquattro ore, anziché per le sei precedentemente garantite.
Punto nascite di Valdagno, cosa prevede il potenziamento
Tra gli interventi indicati rientrano anche la revisione dei percorsi di presa in carico della donna e del neonato e l’assistenza specializzata lungo tutte le fasi della gravidanza. Gerosa ha dichiarato che, qualunque sia l’esito dell’interlocuzione con Roma, il sistema territoriale sarà rafforzato dalla presa in carico iniziale fino al post partum, comprendendo anche il sostegno domiciliare alle donne incinte e alle neomamme.
I sindaci hanno ribadito che la valutazione non dovrebbe limitarsi al numero dei parti o ai singoli protocolli. Chiedono che siano considerate l’orografia della Valle dell’Agno, le distanze dagli altri ospedali e la riorganizzazione ancora in corso a Montecchio Maggiore. La loro posizione resta favorevole al mantenimento del reparto del San Lorenzo, ritenuto essenziale per le comunità dell’area.
La decisione definitiva sul punto nascite di Valdagno non è quindi ancora arrivata. Il dato nuovo è l’impegno dichiarato a consolidare i servizi territoriali e ospedalieri collegati alla maternità, indipendentemente dalla risposta ministeriale, mentre amministratori e cittadini attendono una soluzione sulla continuità del reparto.






































