
Il consigliere regionale Jacopo Maltauro ha visitato il carcere di Vicenza, incontrando direzione e Polizia penitenziaria.
La visita al carcere di Vicenza è stata presentata da Jacopo Maltauro, consigliere regionale di Forza Italia, come un momento di ascolto sulle condizioni operative dell’istituto. Il rappresentante politico ha incontrato la direzione e il personale, raccogliendo testimonianze sulle principali criticità. Compiti e organizzazione del Corpo sono illustrati dal Ministero della Giustizia.
Maltauro ha espresso vicinanza agli agenti, definendo la Polizia penitenziaria un presidio fondamentale dello Stato. Il lavoro viene svolto in un contesto complesso, dove sicurezza, gestione quotidiana delle sezioni e tutela delle persone richiedono professionalità e continuità.
Il consigliere richiama il concorso avviato nel 2026 per l’assunzione di 3.350 allievi agenti. A suo giudizio, il rafforzamento degli organici deve proseguire, perché la disponibilità di personale incide sulla sicurezza degli istituti e sulle condizioni di lavoro.
Carcere di Vicenza, sicurezza e funzione rieducativa
Accanto alle esigenze degli agenti, Maltauro sottolinea la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione. La presenza nell’istituto di circa venti giovani detenuti rende particolarmente importanti formazione, reinserimento e opportunità capaci di ridurre il rischio di recidiva.
La Regione, nell’ambito delle proprie competenze, può contribuire attraverso interventi su salute, formazione professionale e accesso al lavoro. Il consigliere propone quindi un approccio che tenga insieme la sicurezza del personale, la dignità delle persone detenute e il rapporto con la comunità.
Il tema degli organici e delle aggressioni è già emerso dopo il precedente episodio nel carcere vicentino. La visita politica riporta l’attenzione su problemi strutturali che richiedono verifiche, risorse e un dialogo stabile con chi opera nell’istituto.
Per Maltauro la dignità del carcere di Vicenza riguarda agenti, detenuti e territorio. La raccolta diretta delle esigenze dovrà ora tradursi in iniziative istituzionali, mantenendo insieme il rafforzamento della Polizia penitenziaria e i percorsi di recupero previsti dall’ordinamento.
































