
La Sesta commissione ha approvato senza voti contrari il parere alla Giunta che disciplina le strutture miste tra camere d’albergo e unità residenziali.
I condhotel in Veneto compiono un nuovo passaggio regolamentare. La Sesta commissione del Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, senza voti contrari, il parere alla Giunta numero 72 sui requisiti di classificazione di questa tipologia ricettiva, che integra camere alberghiere e unità abitative residenziali. Atti e sedute sono consultabili sul portale del Consiglio regionale del Veneto.
Alla riunione, presieduta da Enoch Soranzo, hanno partecipato la vicepresidente Monica Sambo, il segretario Francesco Calzavara e il vicepresidente della Giunta Lucas Pavanetto. Il provvedimento prevede anche modelli regionali per le domande, l’indicazione dei prezzi e la segnalazione di inizio attività.
La disciplina si inserisce nel sistema regionale dell’offerta turistica, dove la classificazione permette di distinguere servizi e caratteristiche delle strutture. Il comparto è già al centro del confronto sulle strutture ricettive e sull’andamento del turismo veneto.
Condhotel in Veneto, regole uniformi per l’avvio
La formula condhotel combina ospitalità tradizionale e unità residenziali all’interno di un’organizzazione alberghiera. Per amministrazioni e operatori, requisiti e modulistica uniforme servono a rendere riconoscibile la categoria e a definire gli adempimenti necessari prima dell’apertura.
Il parere approvato non interviene sul progetto di una singola struttura, ma sul quadro generale utilizzato dalla Giunta. I modelli per domande, prezzi e segnalazioni dovranno tradurre i requisiti in procedure applicabili dagli uffici e dagli imprenditori.
Nella stessa seduta la commissione ha deciso di proseguire con un testo unificato sul salario minimo negli appalti regionali, tema oggetto di un distinto iter legislativo. Per i condhotel in Veneto, invece, il passaggio riguarda la classificazione turistica e la costruzione di regole omogenee. L’attuazione dipenderà ora dai successivi atti della Giunta e dalle modalità con cui i modelli verranno messi a disposizione delle strutture.
La definizione dei requisiti interessa anche i Comuni e gli sportelli chiamati a ricevere le pratiche, perché la stessa tipologia deve essere interpretata in modo uniforme sul territorio regionale. Una modulistica comune può ridurre difformità operative e rendere più trasparenti gli elementi dichiarati dagli operatori, fermo restando il controllo previsto dalle amministrazioni competenti. Il successivo provvedimento dovrà chiarire tempi, documentazione e modalità di aggiornamento delle informazioni comunicate dalle strutture.


































