Electrolux Susegana, Manildo e Galeano: tutele importanti, ora competitività e investimenti

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Esuberi Electrolux Susegana, insegna del gruppo industriale

I consiglieri democratici valutano positivamente l’esclusione dei licenziamenti unilaterali e chiedono un’azione coordinata su innovazione e competenze.

Le tutele Electrolux Susegana previste dall’intesa raggiunta al Ministero rappresentano un passo avanti per Giovanni Manildo e Paolo Galeano, consiglieri regionali del Partito democratico. La riduzione degli esuberi iniziali, il ricorso a uscite volontarie e incentivate e il tempo concesso ai lavoratori vengono indicati come elementi utili a proteggere le famiglie e il territorio. La vertenza è seguita nell’ambito dei tavoli sulle crisi d’impresa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Manildo, capogruppo regionale, e Galeano, vicepresidente della commissione Bilancio, attribuiscono il risultato alla mobilitazione dei lavoratori e a una trattativa complessa. Precisano tuttavia che l’accordo non può essere considerato un punto di arrivo.

La loro posizione si aggiunge alle altre reazioni politiche sull’accordo Electrolux e sul futuro della filiera, pubblicate dopo la conclusione del negoziato. Il piano prevede investimenti per 18,5 milioni di euro fino al 2029 nello stabilimento trevigiano.

Tutele Electrolux Susegana, innovazione e competenze

I due consiglieri chiedono che Regione, Stato e Unione europea intervengano sui fattori che incidono sulla competitività: transizione ecologica, innovazione tecnologica e salvaguardia delle competenze industriali. Il sito, sostengono, deve continuare a produrre qualità e valore aggiunto.

Tra gli strumenti indicati ci sono i contratti di espansione, utili secondo i democratici a sostenere ricambio generazionale, digitalizzazione e formazione continua. La parte pubblica dovrebbe inoltre verificare l’attuazione degli investimenti e il rispetto delle condizioni concordate.

Le tutele Electrolux Susegana saranno quindi valutate non soltanto sul numero delle uscite, ma sulla capacità di conservare produzione, professionalità e prospettive nel medio periodo. Manildo e Galeano chiedono un monitoraggio costante affinché il tempo ottenuto dall’intesa venga utilizzato per rafforzare lo stabilimento.

Il confronto politico si concentra inoltre sulla qualità dell’occupazione che resterà nello stabilimento e sulla capacità di trasferire competenze alle nuove generazioni. Per i consiglieri, gli incentivi alle uscite devono procedere insieme a percorsi di riqualificazione e a scelte industriali verificabili, così che la riorganizzazione non riduca il patrimonio professionale costruito nel territorio. Il passaggio decisivo sarà quindi la corrispondenza tra calendario degli investimenti, volumi produttivi e strumenti concordati con le rappresentanze dei lavoratori.