Ex Baronio a Vicenza in degrado e “occupato”, Rolando (La nuova città Vicenza 2030) a Possamai: “Lo trasformi in grande parco pubblico”

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Ex Baronio a Vicenza, possibile sistemazione per attivisti ex Bocciodromo
Ex Baronio a Vicenza, possibile sistemazione per attivisti ex Bocciodromo

Ex Baronio a Vicenza, dopo le denunce sul degrado e sulle occupazioni abusive il Comitato Bretella “La nuova città Vicenza 2030” rilancia una proposta alternativa: trasformare l’intera area verde tra i Saveriani e Unicredit in un grande parco pubblico al servizio dei quartieri e dell’intera città.

Ex Baronio a Vicenza, l'ingresso "facile"
Ex Baronio a Vicenza, l’ingresso “facile”

Ex Baronio a Vicenza, il Comitato Bretella “La nuova città Vicenza 2030” rilancia la sfida del parco urbano

Le recenti prese di posizione della Lega sul fenomeno dei camper nomadi nelle aree urbane e di Fratelli d’Italia sulle occupazioni abusive nell’area dell’Ex Baronio a Vicenza hanno riacceso il dibattito sul futuro di uno dei comparti più estesi e strategici della città.

Se da una parte il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Valerio Sorrentino denuncia sul GdV il degrado e la presenza di senza tetto all’interno dell’ex complesso Baronio, dall’altra il Comitato Bretella “La nuova città Vicenza 2030” invita ad andare oltre la semplice emergenza e a ragionare sul destino complessivo dell’area.

A intervenire è Giovanni Rolando, che pone una domanda preliminare: chi è oggi responsabile della tutela dell’edificio, del parco verde, della tensostruttura sportiva coperta e delle altre strutture presenti nel complesso?

Ex Baronio a Vicenza in degrado
Ex Baronio a Vicenza in degrado

Secondo Rolando, il problema delle occupazioni abusive non può essere considerato una novità. «Ogni tanto si registrano controlli sporadici delle forze dell’ordine», osserva, ma la situazione continua a ripresentarsi anche perché l’area risulta facilmente accessibile sia da viale Trento sia dai terreni che confinano con via Stuparich e il quartiere di Santa Bertilla.

Per il Comitato Bretella “La nuova città Vicenza 2030”, tuttavia, limitarsi a discutere di controlli e sicurezza significa affrontare gli effetti senza affrontare le cause. Il vero nodo è l’assenza di una prospettiva condivisa per una vasta area oggi sottoutilizzata anzi inutilizzata.

Da qui il rilancio di una proposta che il Comitato porta avanti da tempo: trasformare l’intera fascia verde compresa tra i Missionari Saveriani e la filiale di Unicredit in Viale Trento in un grande parco pubblico urbano.

Istituti Baronio visti dall'alto
Istituti Baronio visti dall’alto

Secondo il Comitato Bretella “La nuova città Vicenza 2030”, l’operazione potrebbe essere realizzata attraverso un accordo tra l’amministrazione comunale e l’attuale proprietà dell’area, un fondo immobiliare. Un percorso che consentirebbe di restituire alla città spazi verdi, strutture sportive e luoghi di aggregazione oggi in gran parte inutilizzati.

«Servono idee, visione e volontà politica. C’è una grande opportunità per la città», sostiene Rolando.

Il riferimento è anche a quanto avvenuto in occasione dell’Adunata nazionale degli Alpini, quando l’area dell’ex Baronio fu recuperata, sistemata e resa nuovamente fruibile grazie all’impegno degli alpini. Un’esperienza che molti cittadini dei quartieri di viale Trento, Villaggio del Sole e Santa Bertilla ricordano ancora oggi come esempio concreto di valorizzazione del patrimonio pubblico e collettivo.

Proprio quella esperienza viene indicata dal Comitato Bretella “La nuova città Vicenza 2030” come dimostrazione che il recupero dell’area non solo è possibile, ma può diventare un progetto condiviso capace di coinvolgere istituzioni, associazioni e cittadini.

Per Rolando, il sindaco Giacomo Possamai e l’amministrazione comunale dovrebbero cogliere questa occasione per aprire un confronto pubblico sul futuro dell’Ex Baronio a Vicenza, evitando che il complesso continui a scivolare nel degrado progressivo dell’edificio, del verde e delle strutture sportive.

La proposta del Comitato Bretella “La nuova città Vicenza 2030” non si limita quindi a chiedere più manutenzione o più controlli. L’obiettivo dichiarato è trasformare una criticità urbana in una risorsa strategica, creando un nuovo grande polmone verde capace di collegare quartieri diversi e offrire spazi pubblici di qualità all’intera comunità vicentina.

Per questo, secondo il Comitato, il dibattito aperto dalle denunce sulle occupazioni abusive dovrebbe diventare l’occasione per una domanda più ambiziosa: non soltanto come difendere l’area dall’abbandono, ma quale futuro immaginare per uno degli spazi più importanti della Vicenza di domani.