Salario minimo negli appalti regionali, avviato l’iter per unificare le proposte in Veneto

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Salario minimo Veneto, lavoratori riuniti durante un incontro sindacale

La commissione Lavoro del Consiglio regionale ha approvato il percorso per riunire i due progetti di legge: la soglia proposta è di dieci euro l’ora.

Il salario minimo Veneto entra nell’iter della commissione Lavoro con la decisione di unificare le proposte presentate da Monica Sambo, consigliera del Partito democratico e vicepresidente della commissione, e Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. L’obiettivo dichiarato è introdurre una retribuzione minima di dieci euro l’ora per chi opera negli appalti pubblici regionali. L’attività legislativa può essere seguita sul portale del Consiglio regionale del Veneto.

I promotori indicano come destinatari i lavoratori impiegati nelle pulizie degli ospedali, nelle mense, nella vigilanza e nei servizi alla persona. Secondo Sambo e Cunegato, sotto la soglia proposta non sarebbe possibile garantire una retribuzione dignitosa, soprattutto nei settori nei quali il costo del lavoro incide sulle gare pubbliche.

La discussione regionale si inserisce nel confronto nazionale, dove il tema divide maggioranza e opposizioni. Tra le posizioni già espresse figura la critica secondo cui il salario minimo potrebbe produrre un appiattimento verso il basso; i firmatari veneti sostengono invece che la Regione possa agire almeno negli affidamenti finanziati con risorse pubbliche.

Salario minimo Veneto, potere d’acquisto e lavoro povero

Sambo e Cunegato richiamano i dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio sul lungo periodo: dal 1990 i salari italiani avrebbero perso il 6,6 per cento del potere d’acquisto, mentre la media dei Paesi OCSE è cresciuta. La perdita sarebbe molto più forte nelle fasce di reddito più basse.

Per i due consiglieri, il lavoro povero si concentra anche nei servizi esternalizzati, dove persone regolarmente occupate possono non riuscire a sostenere le spese familiari. La soglia di dieci euro viene quindi proposta come clausola applicabile alle procedure regionali, senza sostituire il ruolo della contrattazione collettiva.

L’unificazione dei testi non equivale ancora all’approvazione della legge. Seguiranno l’esame degli articoli, il voto in commissione e l’eventuale passaggio in aula. I promotori chiedono alla maggioranza di procedere rapidamente e richiamano le esperienze di altre Regioni. Il confronto sul salario minimo Veneto dovrà ora definire ambito, controlli e compatibilità con le regole degli appalti.