
La vicenda della scuola secondaria di primo grado “Ugo Foscolo” di Arcugnano approda in Parlamento. La senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini e il presidente provinciale di Italia Viva Vicenza Maurizio Scalabrin hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione ai ministri dell’Istruzione e dell’Economia per chiedere una soluzione istituzionale che eviti al Comune di dover restituire il finanziamento statale destinato alla realizzazione dell’edificio.
Secondo gli esponenti di Italia Viva, lo Stato non può limitarsi a richiedere la restituzione delle risorse quando l’opera pubblica è diventata inutilizzabile a causa di presunti gravi difetti progettuali e costruttivi.
Scuola Arcugnano inagibile: il caso arriva al Governo
Nel comunicato, Sbrollini e Scalabrin definiscono “paradossale” la situazione della scuola, costruita con un investimento pubblico di circa 4,6 milioni di euro e successivamente dichiarata non collaudabile e inagibile per criticità tecniche; la scuola – lo ricordiamo – è stata chiusa a metà del 2024 dall’allora neoeletto sindaco Marco Carollo.
Nel frattempo è in corso un procedimento giudiziario volto ad accertare eventuali responsabilità e a ottenere il risarcimento dei danni. Nonostante questo, spiegano, il Comune rischierebbe di perdere il finanziamento ricevuto e di dover restituire somme considerate insostenibili per un ente di circa ottomila abitanti.
L’appello: “Tutelare studenti e comunità”
Secondo Italia Viva, la vicenda non riguarda soltanto un adempimento amministrativo, ma coinvolge direttamente il diritto allo studio e la vita della comunità locale.
La chiusura dell’edificio scolastico ha infatti comportato il trasferimento degli studenti in un altro Comune, con conseguenti disagi per le famiglie e maggiori costi per l’amministrazione comunale.
Per questo l’interrogazione parlamentare chiede al Governo di aprire un tavolo istituzionale con il Comune di Arcugnano, la Regione Veneto e i ministeri competenti per individuare una soluzione che consenta di mantenere il finanziamento, recuperare la struttura e salvaguardare le risorse pubbliche già investite.
“Non siano i cittadini a pagare”
Nel comunicato, Sbrollini e Scalabrin sottolineano inoltre che l’attuale amministrazione comunale si trova a gestire una situazione ereditata e non imputabile alle proprie scelte.
“La risposta delle istituzioni non può essere esclusivamente burocratica”, afferma la senatrice, ribadendo la necessità di individuare strumenti straordinari che consentano di recuperare l’opera, tutelare gli investimenti pubblici e garantire agli studenti la possibilità di frequentare una scuola sicura.
Secondo Italia Viva, il caso di Arcugnano supera i confini del singolo Comune e pone una questione di rilievo nazionale sul rapporto tra enti locali e Stato nella gestione delle opere pubbliche che diventano inutilizzabili per cause indipendenti dalla volontà delle amministrazioni.






































