Tetto agli studenti stranieri, Sbrollini critica Meloni: «Insegue Vannacci, servono risorse»

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Tetto agli studenti stranieri, Daniela Sbrollini interviene sulla proposta

Sul tetto agli studenti stranieri la senatrice vicentina Daniela Sbrollini contesta l’annuncio di Meloni: il limite del 30% esiste già, sostiene, ma applicarlo richiede docenti e una diversa organizzazione delle classi.

Il tetto agli studenti stranieri nelle classi, annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, apre un nuovo confronto politico sulla scuola. La senatrice veneta Daniela Sbrollini, componente della commissione Istruzione del Senato, accusa la premier di inseguire Roberto Vannacci sul terreno elettorale. È una valutazione politica della parlamentare di Italia Viva, non un fatto accertato sulle intenzioni del governo.

La proposta di Meloni sul numero massimo di alunni stranieri e sul divieto del burqa era stata annunciata in vista di un prossimo passaggio in Consiglio dei ministri. Sbrollini osserva che un’indicazione ministeriale sul limite del 30% nelle classi esiste già e sostiene che le scuole non possano semplicemente respingere gli iscritti residenti nel quartiere. Per questo, a suo giudizio, annunciare un tetto senza precisare strumenti e risorse non risolve le difficoltà quotidiane degli istituti.

Tetto agli studenti stranieri: i dubbi di Sbrollini sull’attuazione

La senatrice cita le considerazioni del presidente dell’associazione dei presidi Antonello Giannelli e afferma che, per distribuire diversamente gli studenti, servirebbero più insegnanti e una riorganizzazione delle classi. Sono conseguenze prospettate da Sbrollini: il testo e le modalità di una eventuale nuova misura non sono ancora definiti nell’annuncio politico.

Nel suo intervento la parlamentare richiama anche la differenza fra cittadinanza e luogo di nascita. Indica nell’11,6% la quota degli studenti stranieri in Italia e afferma che il 60% di loro è nato nel Paese pur non avendo ancora la cittadinanza italiana. Questi dati sono riportati dalla senatrice nella nota diffusa il 21 settembre; da soli non dicono come siano distribuiti gli iscritti tra le scuole e i singoli quartieri.

Il nodo dell’inclusione. Secondo Sbrollini, il confronto dovrebbe concentrarsi sul lavoro educativo, sull’integrazione e sulle condizioni per garantire un’istruzione adeguata a tutti, invece che su una soglia annunciata senza un piano operativo. Il dissenso riguarda quindi sia la lettura politica della proposta sia la sua concreta applicazione: iscrizioni, disponibilità di docenti e composizione delle classi dovrebbero essere affrontate insieme. Sarà il testo dell’eventuale provvedimento a chiarire se e in quale forma il governo intenda modificare le regole vigenti.