
Cinque sindaci della Grande Vicenza contestano il progetto affermando che favorisca i centri più popolosi a discapito di quelli con meno abitanti.
La contestazione è avvenuta nel corso di una ordinaria riunione già programmata da tempo, riferisce oggi Il Corriere del Veneto. Protagonisti i primi cittadini di Creazzo, Bolzano Vicentino, Dueville, Costabissara e Altavilla Vicentina, tutti in qualche modo collegati a Fratelli d’Italia.
Lanciato dal sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, Grande Vicenza è un’alleanza istituzionale e di pianificazione territoriale che unisce il comune capoluogo a 12 enti dell’hinterland: Altavilla Vicentina, Arcugnano, Bolzano Vicentino, Caldogno, Costabissara, Creazzo, Dueville, Longare, Monteviale, Monticello Conte Otto, Quinto Vicentino e Torri di Quartesolo.
L’obiettivo è superare i confini amministrativi per integrare i servizi pubblici, ottimizzare le risorse e coordinare le politiche di mobilità, trasporto locale, ambiente, istruzione e gestione delle emergenze a favore di oltre 215.000 cittadini.
Grande Vicenza: le contestazioni a Possamai
Nel mirino dei 5 primi cittadini dissidenti è finito proprio l’ispiratore dell’alleanza. “La sensazione dei cinque «dissidenti» – riporta il CorVeneto – è che Possamai stia gestendo e coordinando più da politico che da amministratore pubblico, considerata la scarsa, per non dire nulla, interlocuzione con i primi cittadini che fanno riferimento a Fratelli d’Italia. Tuttavia, appare difficile non pensare che dietro a questa «insurrezione», non si celi il malcontento per una vicenda, questa sì tutta politica, che concerne le ormai prossime elezioni in Provincia a novembre per il Consiglio, con l’elezione del nuovo presidente nel gennaio 2027 (attualmente è Andrea Nardin, che è di FdI)”.
Il malcontento sarebbe esploso quando, nei giorni scorsi, nove sindaci dei centri con popolazione superiore ai 15 mila abitanti hanno sottoscritto un documento per chiedere che la Provincia di Vicenza torni ad essere “la Casa dei Comuni“. Ovvero allo stato dell’ente pre-elezione di Nardin, quando il governo della provincia era inteso come al servizio di tutti i comuni del territorio vicentino, senza scontro politico.
La richiesta è stata firmata da Giacomo Possamai (Vicenza), Nicola Finco (Bassano del Grappa), Cristina Marigo (Schio), Maurizio Zordan (Valdagno), Gianantonio Michelusi (Thiene), Silvio Parise (Montecchio Maggiore), Riccardo Masiero (Arzignano), Pierluigi Giacomello (Lonigo) e Giannantonio Stangherlin (Cassola).
Rossella Zatton e la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”
L’impianto “accusatorio” trova conferma nelle parole della sindaca del Comune di Altavilla Vicentina, Rossella Zatton.
“La goccia che ha fatto traboccare il vaso – ha detto – è stata quanto accaduto negli ultimi giorni”, riferendosi all’accordo tra i 9 comuni maggiori. “Ho ritenuto profondamente sbagliato il fatto che, anziché convocare un confronto tra tutti i sindaci, si sia scelto di contattare singolarmente i Comuni per raccogliere adesioni a un documento relativo a un progetto promosso in Provincia dal Sindaco di Vicenza. A mio avviso, questo non è il metodo con cui dovrebbe essere gestito un progetto che si definisce condiviso”.
Zatton afferma di parlare “a titolo personale”, ma anche che le riflessioni, emerse durante l’incontro dei comuni meno popolosi sarebbero condivise da numerosi colleghi. Il progetto – ha chiarito – è stat ritenuto sempre valido, ma gli ultimi avvenimento hanno mutato questa convinzione.
“Ho avuto la sensazione – afferma la Zatton – che il progetto Grande Vicenza si sia progressivamente trasformato in uno strumento nelle mani del Sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, anziché rimanere un progetto realmente condiviso tra tutti i Comuni.
Quello che più mi ha deluso è stato il metodo. Ci era stato presentato un percorso fondato sull’ascolto, sul confronto e sulla partecipazione. Nella pratica, invece, troppe volte ho avuto l’impressione che le decisioni fossero già indirizzate e che il contributo degli altri amministratori avesse un ruolo marginale“.
No, dunque a Comuni di serie A e B, e necessità di ritornare al confronto aperto, “non attraverso telefonate ai singoli sindaci per raccogliere firme – ha aggiunto la sindaca di Altavilla Vicentina -“, che ha auspicato il prosieguo del progetto, ma senza quelli che vengono considerati comportamenti istituzionali scorretti.




































