
La Regione Veneto ha istituito una specifica unità organizzativa regionale Antimafia per potenziare la difesa e la promozione della legalità.
Lo ha reso noto oggi il presidente Alberto Stefani, che tra le sue deleghe ha trattenuto a sé proprio quella dell’Antimafia.
Ora, l’ente avvierà dunque un percorso interno agli uffici per l’istituzione di questa struttura che affiancherà i comuni e si occuperà di azioni che nel contrasto dei fenomeni malavitosi organizzati possano produrre ricadute a beneficio della comunità.
La Regione Veneto vuole una struttura interna Antimafia
“Vogliamo contrastare le infiltrazioni di carattere mafioso nella nostra terra, sostenendo gli enti locali e le organizzazioni del terzo settore con uno strumento omogeneo ed efficace nei percorsi per l’accesso al riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata e nella gestione”, ha detto Stefani.
“Anche in un periodo in cui l’economia generale segna il passo – ha proseguito -, il Veneto si conferma protagonista di un sistema produttivo in grado di attrarre investimenti sia pubblici che privati. Il dinamismo economico, inevitabilmente, è il terreno d’azione delle organizzazioni criminali, come ci insegna anche la cronaca che ha visto il Veneto protagonista di importanti indagini e filoni processuali.
Le organizzazioni mafiose sono un danno per la Comunità che ha diritto ad una forma di restituzione sociale di quanto viene privata – ha aggiunge il governatore veneto -. È fondamentale, quindi, mantenere alta la vigilanza, punire i colpevoli ma anche mettere sul tavolo azioni che facciano sentire i cittadini parte attiva in questa battaglia”.
Il presidente Stefani ha ricordato come i rapporti dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) segnalino un aumento dei beni confiscati in Veneto tra cui immobili, aziende e terreni.
“Un dato – ha detto -: da 307 nel 2023, erano già 329 nel settembre dell’anno successivo. Questo mette in risalto i buoni risultati nella lotta contro le organizzazioni di stampo mafioso, ma sottolinea l’importanza strategica del riutilizzo sociale e produttivo di questi beni come risorse per la comunità. La Regione Veneto la condivide appieno e dispone di esperienza, competenze e professionisti per essere di supporto ai progetti sociali di cittadini, volontariato e istituzioni locali. La confisca dei beni sottrae risorse alla criminalità: va affrontata con coraggio e determinazione e a beneficio dei cittadini”, ha concluso Stefani.
Infiltrazioni nel Vicentino: dopo la pausa estiva focus in Parlamento
Appena un mese fa, da queste pagine, ci interrogavamo su quale fosse il livello delle infiltrazioni della criminalità organizzata in un territorio industrializzato e oggetto di grandi investimenti come il Vicentino.
Nei mesi precedenti, la provincia ha registrato quelli che abbiamo indicato come “campanelli d’allarme” della presenza del malaffare, tali da indurre a pensare come necessaria una preparazione delle istituzioni a fronteggiare il fenomeno.
E, in tale direzione, prosegue la richiesta di un focus alla Commissione Antimafia dedicato al livello di infiltrazioni della criminalità organizzata nella provincia di Vicenza depositata dal senatore vicentino di Forza Italia Pierantonio Zanettin e dal collega di partito, il deputato, anch’egli vicentino, Erik Pretto. Entrambi i parlamentari sono componenti della commissione stessa.
“Sicuramente dopo l’estate il tema sarà affrontato nei dovuti modi e con la necessaria attenzione”, aveva riferito alla redazione Zanettin.

































