Sindaco si affianca ai comitati per la Tav a Vicenza est: «Lavoro assieme per chiedere a RFI e Ministero di valutare ambito stazione o opzione 0»

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Tav a Vicenza est
La firma del "patto di collaborazione" tra Comune e comitati per il comune obiettivo della soluzione migliore per la Tav. Da sinistra: Alessandro Mariotto, Marco Onestini, Giacomo Possamai, Cristina Galvanin, Lucio Zoppello e Angelo Tonello

Tav, uscita a est, il Comune di Vicenza ha deciso di lavorare assieme ai comitati interessati e di creare un tavolo per il confronto costante sul terzo lotto. La prima mossa è già pronta per essere spedita, ovvero una lettera scritta a più mani che mira a rispondere alla scelta dell’opzione 1 di RFI e alle dichiarazioni del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini.

Dopo un confronto avvenuto nelle ultime settimane, Comune e comitati, assieme al consigliere comunale delegato all’alta velocità Angelo Tonello e ai rappresentanti della Cabina di regia Tav, Lucio Zoppello e Francesco Di Bella, hanno infatti condiviso una risposta comune da inviare a RFI in merito alla soluzione per l’uscita da Vicenza e il terzo lotto Tav.

L’attacco del sindaco verso le decisioni imposte

Il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai ha esordito definendo «un affronto» quello che la città ha subito nelle ultime settimane, da un lato per la comunicazione di RFI che indicava la soluzione 1 come preferita; dall’altro per le dichiarazioni che il ministro Salvini ha rilasciato durante la visita a Green logistics Expo a Padova.

«Il ministro mi ha invitato a fare il sindaco e io faccio il sindaco, compito mio è occuparmi di difendere la città e i cittadini. Non voglio succeda come nella zona ovest dove la città si è trovata con un giudizio definitivo. Mi aspetto un rispetto per la città e il suo territorio» chiosa Possamai. Il lavoro con i comitati è già cominciato, anche per diffondere attraverso essi una certa consapevolezza nei cittadini per ciò che potrà avvenire a Vicenza est.

I contenuti della lettera a RFI sulla Tav a Vicenza est

Il sindaco ha ribadito che nella lettera inviata da RFI non c’è stato alcun tentativo di evitare lo scavalco a Setteca’, per esempio attraverso uno sforzo progettuale; d’altro canto c’è anche la questione delle barriere alte oltre sette metri che potrebbero impattare sulla città con la scelta dell’opzione 1.

Nella missiva firmata oggi viene ribadito che la città accetta l’importanza strategica dell’opera ma chiede che la realizzazione sia compatibile con il territorio (e i valori Unesco aggiungerei). Viene chiesta a RFI una spiegazione delle motivazioni per cui il prolugamento dell’ambito di stazione e la soluzione 0 non possano essere prese in considerazione, attraverso dati ed evidenze tecniche.

«Ogni tratto che, per esigenze ferroviarie dimostrate, non possa essere ricompreso nell’ambito di stazione dovrà quindi essere progettato in interrato. Eventuali eccezioni potranno essere considerate soltanto sulla base di vincoli oggettivi, documentati e sottoposti a un confronto trasparente con il Comune e con il territorio» recita la lettera.

Morale: se l’opzione 0 o il prolungamento dell’ambito di stazione non potranno essere attuati, dati alla mano, che venga scelta l’opzione 3 con la galleria lunga.

Non solo, nella lettera che verrà inviata a breve viene richiesto di non procedere con la progettazione perché la soluzione 1 non verrebbe accettata dal territorio ed eventualmente potrebbe essere coinvolta la Regione che ha un diritto di veto sul tipo di progetto proposto.

La soluzione 4 per la Tav a Vicenza est ad oggi non esiste

Possamai ha inoltre sottolineato che la soluzione 4, pubblicata oggi dal Giornale di Vicenza, a lui non risulta e che a domanda esplicita RFI ha risposto che non esiste. Si tratta di un disegno di una proposta che creerebbe un mix tra le opzioni, ovvero ambito di stazione fino alla Stanga e poi la soluzione 2 con la galleria corta.

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Da sinistra: Alessandro Mariotto, Marco Onestini, Giacomo Possamai, Cristina Galvanin, Lucio Zoppello e Angelo Tonello

La necessità di un percorso celere

Lucio Zoppello, rappresentante della Cabina di regia Tav, ha evidenziato la necessità che il percorso prossimamente sia celere, da un lato con la sospensione dell’iter progettuale – perché ricordiamo che sul piatto ci sono 25 milioni per la progettazione, anche se è vero che mancano i fondi per la costruzione effettiva.

D’altro canto perché la demolizione e ricostruzione del cavalcavia di viale Camisano necessario a fare passare il futuro BRT (e funzionale nel secondo lotto) verrà fatta prima dell’avvio dei lavori del terzo lotto e dovrà essere pertanto “adeguato” alla soluzione prescelta. Chiaro che se si procede spediti partendo dalla soluzione 1, non potrà poi essere modificata l’infrastruttura per adattarla alla galleria lunga.

Gli ha fatto eco Angelo Tonello, consigliere comunale delegato all’alta velocità, che ha sottolineato che RFI non ha risposto nemmeno alla lettera inviata dal Comune ad aprile dove venivano sintetizzate le richieste nate dal percorso d’ascolto fatto nei quartieri ad est lo scorso anno (più di 100 famiglie incontrate dall’Amministrazione).

Parola poi ai comitati: Cristina Galvanin, del comitato Setteca’, ha citato il fatto che Vicenza è la 12^città italiana per produzione di PIL, dunque non è accettabile che venga scelta per un’infrastruttura la soluzione più economica. Marco Onestini, comitato Pro-Galleria a Vicenza est – che da mesi lavora già in sinergia con Setteca’ per portare avanti le istanze e che più volte abbiamo incontrato – ha sottolineato la necessità di lottare affinché RFI guardi anche agli interessi della città.

Infine, il comitato RispettiAmo Vicenza con Alessandro Mariotto, ha messo in luce il fatto che la Tav a Vicenza est è un’infrastruttura che riguarda tutta la città e tutti i cittadini, e non è un problema solamente della zona a est. A Mariotto è stato chiesto, nel caso in cui venisse bocciata l’opzione 0 da RFI, se il comitato sarebbe disposto a valutare la galleria lunga, «per ora preferiamo non esprimerci in tal senso, a noi passa già il treno dietro casa e vogliamo capire perché dobbiamo perdere anche la casa». 

Possamai ha poi auspicato un’unione della città sulla questione della Tav, con l’inclusione anche delle minoranze; in sala era presente anche la consigliera comunale FdI Liliana Zocca. Il lavoro con i comitati proseguirà nei prossimi giorni attraverso un confronto diretto per capire quali azioni operative mettere in campo: dal coinvolgimento di consiglieri regionali e parlamentari vicentini fino ai cittadini. Il sindaco ha dunque annunciato un cambio di rotta per il futuro in ambito Tav.